16 - 12 - 2017


Cavini, fossi e tombinamenti

Nella gerarchia delle infrastrutture i fossi sono sicuramente all’ultimo posto. Il primo è
ovviamente per le  strade. Un esempio: se vi capita di passare per Mestrino osservate il
tratto di statale prima di entrare in paese. Hanno creato delle piste di accelerazione da
far invidia alle autostrade, demolendo platani secolari e tombinando fossati. Il risultato la  
fa assomigliare di più alla pista di un aeroporto (con tutte le sue caratteristiche di
nonluogo) piuttosto che all’ingresso di un paese.
Nelle pratiche di molti enti locali il tombinamento dei fossati, di solito adiacenti alle
strade, è ritenuto un miglioramento della situazione ambientale, anche per le pressioni
che i cittadini sottopongono infastiditi da insetti e non si fanno molti scrupoli a chiuderli,
invece di attivare idonei trattamenti biologici ad inizio stagione. Il fosso invece è un
manufatto molto importante. In primis svolge un ruolo idraulico di contenimento
dell’acqua piovana nei momenti di piena, sia per la forma trapezoidale che aumenta la
portata verso l’alto, sia per le possibilità di assorbimento. Nessuna tubazione possiede
queste qualità.
Poi ha un ruolo paesaggistico.
La campagna veneta e padovana in particolare, strutturata da baulature a cavino si
caratterizza con morfologie articolate dove le superfici aperte sono delimitate da fossati
e alberature. Vi è quindi un gradevole effetto di variazione visiva. Non vi sono quindi
situazioni di spaesamento percettivo con grandi distanze, tipici della campagna emiliana
a sud del Po (ma negli ultimi anni anche a nord del Po e nella bassa padovana) che
presenta un paesaggio indifferenziato caratterizzato da scoline piccole e prive di
vegetazione.
Inoltre i fossati rivestono un ruolo naturalistico importante essendo dimora di molti
piccoli animali che ritrovano in essi, vista anche l’impossibilità di stare nei campi coltivati
per le ovvie e frequenti lavorazioni, l’unico spazio residuo per potersi insediare. Il fosso
è quindi un piccolo ecosistema per flora e fauna,  un vero e proprio habitat per ricci,
talpe, ecc.  ma anche uccelli e può essere un corridoio naturale per raggiungere luoghi
più accoglienti come gli argini dei fiumi.

Memorie verdi

Più che memorie li potremo definire relitti, oggetti superstiti al dilagare delle monocolture che trasformano i campi in deserti verdi

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