20 - 08 - 2018


Urbanizzare le stazioni

Invertire un sistema di sviluppo finalizzato all’automobile  

Il Veneto si sta sempre più caratterizzando da una forte dispersione degli insediamenti e da una diffusa mobilità su gomma ad essa correlata. Vari sono i problemi che crea questo sistema di sviluppo, tra i quali un eccessivo consumo di suolo, col  conseguente impatto ambientale e un costante congestionamento del traffico veicolare.
Questa proposta vuole contribuire all’inversione di questa tendenza, spostando l’urbanizzazione in aree a stretto contatto con i punti di accessibilità su ferro, riducendo l’uso del mezzo motorizzato privato. 
Privilegiando le espansioni  urbane adiacenti  alla rete del sistema ferroviario metropolitano regionale (SFMR),attraverso una  densificazione delle aree attigue alle stazioni, è plausibile  un innesco di forme di espansione  più sostenibili. Con una modalità insediativa alternativa a quella attualmente preponderante, legata ad ambiti lottizzati a bassa densità, si verrebbe a individuare una sorta di pluralismo insediativo associando alla città diffusa una serie di poli che concentrino funzioni scarse.
Si verrebbe perciò a creare una maglia a due livelli di modalità urbane, che si relazionano al  trasporto ferroviario e a quello su strada e che potrebbero quindi riequilibrarsi a vantaggio della  qualità del territorio e della vita.
I luoghi dove meglio si possono evidenziare tali potenzialità sono i paesi in posizione intermedia rispetto ai centri maggiori dove le aree, attigue alle stazioni, presentano ampi spazi liberi. 
Negli ambiti da urbanizzare è opportuno  che siano presenti varie destinazioni d’uso, cosicché 
anche i luoghi del consumo e i servizi possano essere raggiunti mediante il sistema su ferro,  riducendo il  congestionamento delle strade esistenti che, non solo non sopportano più i carichi  di traffico, ma non possono più essere integrate da una ulteriore rete di viabilità su gomma, se  non a prezzo di frammentazione  e alterazione degli spazi liberi e del paesaggio,  non più  sostenibili.
Questa modalità potrebbe essere applicata, con i dovuti accorgimenti, anche al trasporto merci.

 

 

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