18 - 02 - 2019


Sempre più dura a Padova la vita degli alberi stradali.

La tolleranza zero dell’assessorato   al   verde  pubblico,  dopo il tragico incidente di via D’Avanzo, verso le alberature potenzialmente pericolose, ha mietuto numerose vittime e conseguenti polemiche di residenti inferociti. Capita spesso cosi, dopo eventi eclatanti, che si perda la misura delle cose. Va bene ridurre i rischi per la pubblica incolumità, ma va preservato un minimo di qualità dei luoghi urbani . Un evento

 

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fatale non deve indurre a far tabula rasa degli alberi ad alto fusto presenti in città. Personalmente preferisco vivere su un ambiente gradevole con il rischio, comunque basso, che mi arrivi un albero sulla testa, piuttosto che in uno spiazzo anonimo senza piante con un grado di rischio, sempre per le alberature, pari a zero.

Ritengo quindi che l’albero abbattuto in via Chiesanuova sia un o dei vari capri espiatori di questa fobia. Probabilmente sussistevano carie come dalle valutazione del settore verde , ma tutto da vedere se ne compromettevano la stabilità . Vista la consistenza del ceppo residuo forse il timore era eccessivo e comunque  aveva un buon assetto vegetazionale e non necessariamente andava abbattuto, una potatura poteva scongiurare qualsiasi rischio .Tra l’altro, visto che oramai di platani ne sono rimasti sette su circa tre km di strada, la possibilità di diffusione del cancro colorato praticamente inesistente, i platani superstiti, o ce l’hanno già o non sarà certo un albero distante 500 ml. a diffondere la malattia. Come sempre nelle schede del settore verde si indica l’intenzione al reimpianto. Ciò non è mai accaduto per gli altri abbattimenti .Inoltre la posizione dell’assessore di cui all’articolo di stampa del 4 ottobre è discutibile . Non vi sono già stati in circonvallazione interna di Padova ( via Sarpi) dei reimpianti di platani? Perche non continuare con questa opportuna modalità?. L’assessore Micalizzi segnala che tra vent’anni i platani saranno talmente alti che dovranno essere abbattuti . Discorso tutto da verificare: gli esemplari più grandi di via Chiesa nuova saranno dell’epoca di napoleone o giù di li. Sicuramente hanno più di quarant’anni perche io personalmente li ho sempre visti fin da piccolo. Possibile che un politico, appartenente ad una categoria quindi che spesso non guarda al di la della legislatura in corso, si preoccupi di tempi più lunghi dell’aspettativa media di vita dei residenti? Intanto piantiamo platani e lasciamoli crescere, molti di noi , io di sicuro, non sarò vivo quando bisognerà porsi il problema del loro abbattimento.

C’è da auspicare che anche il magnifico esemplare , non lontano da ponte delle Brentelle , non subisca anch’esso l’eccesso di emotività. E’ così imponente da essere un riferimento visivo e paesaggistico della stessa scala del campanile di Chiesanuova.

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